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Gesualdo da Venosa

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Gesualdo-principe-di-venosaNon c’è invenzione né forzatura nella complessa ma intensa esistenza di Carlo Gesualdo, Principe di Venosa, che condivide i natali con Orazio, il poeta latino del “carpe diem”. A testimoniare che il madrigalista tardo rinascimentale nasce (marzo 1566) in uno dei “Borghi più belli d’Italia” tra quelli lucani - insieme ad Acerenza, Castelmezzano, Guardia Perticara e Pietrapertosa - sono alcune lettere custodite presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano. Altre epistole conservate e consultabili sempre nel capoluogo lombardo rivelano che il compositore lucano è figlio di Fabrizio II e Geronima Borromeo, sorella di San Carlo Borromeo.  

Carlo Gesualdo ha solo 19 anni quando compone il suo primo mottetto: Ne reminiscaris, Domine, delicta nostra, quasi a voler annunciare il suo futuro ed eccezionale successo.

La fama dell’artista rinascimentale si fonda sulla sua raffinatissima musica fatta di madrigali e componimenti di ispirazione sacra, la cui espressione consiste in cromatismi, modulazione e armonizzazioni ardite, che conferiscono alle tonalità squilibri armonici e originali dalle altezze estreme. La produzione di Carlo Gesualdo può essere suddivisa in Musica Sacra, in cui rientrano i Responsori e le Sacrae Cantiones, e in Musica Laica, che comprende i sei libri di Madrigali.

Ma non c’è solo la musica dietro la notorietà del compositore, il cui nome è legato anche all’assassinio compiuto a danno della prima moglie, Maria d'Avalos, madre del figlio Emanuele, e dell’amante Fabrizio Carafa. Un evento, questo, che contribuisce a tessere la personalità tragica e controversa di Gesualdo, una costante nei suoi componimenti. Nel duplice omicidio risiede la ragione della sua fuga a Napoli da cui successivamente raggiunge Gesualdo, in provincia di Avellino, dove rimane per circa tre anni finché non si trasferisce a Ferrara. Qui, per riscattarsi dagli errori e dalle angosce del passato, sposa Eleonora d'Este, cugina del duca Alfonso II, la quale lo rende padre di Alfonsino.

Il principe musicista decide, poi, di fare ritorno a Gesualdo, nel suo castello, trasformato in uno dei più importanti centri musicali del tempo e frequentato da appassionati e letterati. E proprio a Gesualdo muore l'8 settembre 1613 a soli 47 anni, lasciando la sua eredità musicale al mondo intero.

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