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GESUALDO

La rinascita di questo borgo della provincia di Avellino è segnata dalla presenza di Carlo Gesualdo da Venosa che lo trasforma completamente, rendendolo più ospitale e consacrandolo a città della Cultura. Dopo un precedente soggiorno, trascorso per fuggire al risentimento delle famiglie della moglie e dell’amante, entrambi assassinati dal madrigalista, questi sceglie di vivere nel maniero che domina l’abitato del paese campano.
Costruito per volere dei Longobardi nel VII secolo, diviene di proprietà del compositore rinascimentale, il quale lo spoglia della sua austerità donando alla struttura i caratteri di una residenza nobiliare e signorile.
Al principe si deve l’aggiunta della sala del Teatro per la rappresentazione delle sue opere, oltre alla stamperia per la pubblicazione dei testi musicali.
Ancora oggi la fortezza è caratterizzata da quattro torri circolari con corte centrale.
Sotto il cornicione è leggibile l’iscrizione: Carolus Gesualdus Ex Nobilissimi Rogerii Nortmanni Apuliae Et Calabriae Ducis Genere Conpsae Comes Venusii Princeps Etc Erexit (Carlo Gesualdo, discendente dal nobilissimo Ruggero il Normanno, Duca di Puglia e Calabria, Conte di Conza, Principe di Venosa, etc. eresse).
I numerosi luoghi sacri presenti a Gesualdo sono la testimonianza della ritrovata fede da parte del musicista dopo il periodo di tormento. 

PRAGA


Nell’incanto di un castello, a 50 chilometri a sud-Est di Praga, qualcosa accomuna la regione della Boemia a quella della Basilicata: unarmatura cavalleresca. Non è una favola ma pura realtà. Nel “Museo di Konopiste” è esposta proprio larmatura realizzata a fine Cinquecento dal più grande armaiolo dell’epoca, Pompeo della Cesa, per il musicista rinascimentale Carlo Gesualdo da Venosa. Quella che è considerata una vera e propria opera d’arte è un dono offerto al madrigalista venosino dalla seconda moglie Eleonora d’Este in occasione delle loro nozze, le seconde per il madrigalista rinascimentale.

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