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I Luoghi

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Guardia Perticara


guardia perticara luoghiProprio tra le stradine strette, i piccoli vicoli e le graziose case in pietra di Guardia Perticara - piccolo comune arroccato in posizione dominante sulla valle del torrente Sauro - nel 1979 si è aggirata la troupe del regista Francesco Rosi, il quale ha scelto anche il piccolo borgo tra le location in cui ambientare parte del film “Cristo si è fermato ad Eboli”, tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Levi. Nel paesino della provincia di Potenza sono state girate le scene della piazza, della casa del Podestà e della chiesa. Le origini di Guardia Perticara - il cui nome probabilmente fa riferimento alle “pertiche” longobarde, parti di territorio da questi assegnate alle famiglie dei coloni - affondano le radici nell’età del Bronzo, come rivelano le testimonianze archeologiche presenti in diversi siti del territorio. Scavi archeologici hanno portato alla luce la necropoli che si sviluppa sulle pendici di contrada San Vito, dove sono ben visibili le tracce della vita e della civiltà del popolo degli Enotri (V sec a.C).

Aliano


aliano luoghiNel borgo di Aliano tutto parla di Carlo Levi: il Parco Letterario, in cui è rievocata l’esperienza del confino, dolce e drammatica al tempo stesso, attraverso viaggi sentimentali tra i luoghi raccontati nel capolavoro dello scrittore torinese “Cristo si è fermato ad Eboli”; le tradizioni, la cultura popolare, la gente tanto amati da Levi; il Museo multimediale della Casa di Confino di Carlo Levi, completamente restaurata e dotata di accorgimenti tecnologici.
Proprio sul terrazzo dell'alloggio di Aliano, in “Basilicata coast to coast”, Rocco Papaleo gira la scena del brindisi in onore di Gianmaria Volontè, che trent’anni prima (1979) interpretò Carlo Levi nel “Cristo si è fermato ad Eboli” di Francesco Rosi, affacciandosi più volte alla finestra a strapiombo sui calanchi. Litografie originali del romanzo, oltre a lettere e disegni, sono custodite nel Museo Storico permanente Carlo Levi.

Craco


Craco1“Graculum”, piccolo campo arato. È l’originario nome latino di Craco, piccolo comune della provincia materana, più volte scelto come set cinematografico da importanti registi del cinema italiano e mondiale, da Taviani a Mel Gibson. Tra gli altri anche Francesco Rosi ambienta qui, su questo territorio arido e argilloso nel contempo, l'episodio dell'arrivo di Carlo Levi - interpretato da Gianmaria Volontè nel “Cristo si è fermato ad Eboli” - ad Aliano, la seconda destinazione del confino lucano, dopo Grassano. Pare che per conferire un’immagine realistica al luogo scelto, sulle prime case del paese furono disposti stendardi a lutto, così da rimanere fedeli alla descrizione resa da Levi nel suo capolavoro. Le panoramiche esterne della pellicola suggeriscono, dunque, che il “paese fantasma” ha fatto da sfondo ad alcune scene del film e, in particolare, ne è riconoscibile l’ingresso. Nel 1979 la pellicola valse a Francesco Rosi due David di Donatello come “Miglior film” e “Miglior regista”.

Matera


MateraNon è difficile distinguere molti scorci delle case grotta” di Matera nel “Cristo si è fermato ad Eboli” di Francesco Rosi (1979), tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Levi a sua volta ispirato dall'esperienza del confino lucano. Il forte legame tra la città dei Sassi e lo scrittore torinese è testimoniato dalla nascita del Centro Carlo Levi. Costituito nel 1980, l’istituto è quasi una risposta al desiderio dello scrittore torinese, il quale, durante un suo viaggio a Matera, rivelò agli amici di voler vivere proprio nei Sassi. Allestito all’interno di Palazzo Lanfranchi, sede del Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna della Basilicata, all’ingresso il centro ospita lo splendido dipinto Lucania '61”. L'opera delinea il volto della Basilicata vissuta da Levi, il quale presentò il quadro alla Mostra delle Regioni di Torino, nell'esposizione Italia '61. La tela (18,50 metri in lunghezza e 3,20 metri in altezza) è arrivata a Matera nel 1976 per iniziativa del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. È l’omaggio di Levi alla terra e alle genti che lo hanno adottato nel periodo di esilio. In essa è racchiusa la storia della Basilicata vissuta dal pittore torinese, con richiami alla Tricarico di Rocco Scotellaro, a Grassano e Aliano, e a Matera.

Grassano


grassanoÈ il 3 agosto 1935 quando Carlo Levi raggiunge il primo comune del confino lucano. Non vi rimane a lungo, a causa della vicinanza allo scalo ferroviario della linea Potenza-Taranto e per la “dimestichezza”, si legge in alcuni documenti dell’epoca, con “la popolazione locale”. Di lì a poco, infatti, lo scrittore torinese sarà confinato ad Aliano, un altro comune della provincia materana, ma più isolato. Il soggiorno grassanese, comunque, lascerà non poche tracce nella vita e nella personalità di Levi. Durante questa permanenza dipinge circa 70 tele e apprezza molto l’accoglienza degli abitanti e la bellezza del paesaggio. Tra le prime pagine del suo romanzo menziona proprio Palazzo Materi, che ha sede in Corso Umberto I, nel cuore del centro storico: «Lei - scrive Levi - spesso si siede, l’ho visto tante volte, sulla panchina di pietra che è davanti al palazzo del Barone. Cent’anni fa, anzi più di cent’anni fa, su quella stessa panchina sedeva ogni sera, come fa ora lei, a prendere il fresco, il bisnonno del barone di adesso, […]. Allora di fronte al palazzo non c'erano case come ora, ma cominciava la campagna e c'era una grossa quercia. […]». Grassano non ha mai dimenticato il suo “ospite”, lo testimonia il Parco Letterario ispirato a Carlo Levi, il quale consente di visitare i luoghi del comune materano che hanno ispirato il suo romanzo più famoso, da corso Umberto alla Chiesa Madre, dalla Locanda Prisco alla strada delle grotte.

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