• levi ok home1
    Carlo Levi
  • gesualdo-da-venosa
    Gesualdo da Venosa
  • morra home ok1
    Isabella Morra
  • orazio home ok1
    Quinto Orazio Flacco
  • papaleo ok home1
    Rocco Papaleo
  • gesualdo ok home1
    Giovanni de Gregorio detto “Il Pietrafesa”
  • donald ok home1
    William Donato Phillips
  • scotellaro home1
    Rocco Scotellaro
  • alianelllo
    Carlo Alianello
  • coppola
    Francis Ford Coppola
  • michele tedesco ico
    Michele Tedesco
  • janora ico
    Michele Janora
  • ridola
    Domenico Ridola
  • De Luca
    Don Giuseppe De Luca
  • Albino Pierro
    Albino Pierro
  • Giustino Fortunato
    Giustino Fortunato
  • F.S.Nitti
    F.S. Nitti
  • sinisgalli
    Leonardo Sinisgalli
Stampa

Itinerari Tematici - Carlo Alianello

Postato in alianello

Potenza - Cattedrale di San GerardoNella Potenza post-unitaria è ambientata "L'eredità della Priora", una delle opere del cosiddetto trittico narrativo "revisionista" firmato da Carlo Alianello, considerato il "capostipite" del revisionismo del Risorgimento, appunto. E proprio da qui, dal Capoluogo di regione, parte un ricco itinerario che si snoda lungo, Brindisi di Montagna, nel cui territorio, all'interno del Parco della Grancia ha luogo uno degli eventi più rappresentativi del brigantaggio lucano: il Cinespettacolo "La storia Bandita". Si procede, poi, verso Trivigno, spingendosi all'interno dell'affascinante Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, in cui insistono i comuni di Oliveto Lucano e Accettura, dove a luogo un magico rito: Il "matrimonio" tra gli alberi. 

Il centro storico di Potenza si può raggiungere percorrendo il Ponte Musmeci - massima espressione ingegneristica progettata a fine anni '60 - e risalendo lungo viale Marconi.
Il borgo antico della città si sviluppa intorno a Via Pretoria, il corso principale, dove il tempo scorre senza accorgersene tra i negozi e i graziosi caffè dislocati nei diversi angoli, circondato da piazzette e scale. I vicoli conducono il visitatore alle chiese di straordinaria bellezza che insistono nel borgo. Tra tutte: la Cattedrale di San Gerardo, nei pressi della quale, attraversando l'omonima Porta, uno dei sei accessi medievali alla città, spiccano due Torri Angioine con rifacimenti aragonesi. Puntando verso gli altri edifici sacri, si incrocia Palazzo Loffredo, sede del Museo Archeologico Nazionale della Basilicata "Dinu Adamesteanu", in cui è raccolta la storia archeologica lucana, e l'annessa Galleria Civica ospitata nella Cappella dei Celestini. Proseguendo lungo i caratteristici vicoletti, sulla strada parallela al corso, si possono ammirare le Chiese di San Francesco e San Michele, abbellite da pregevoli dipinti e opere d'arte. Nel tratto che separa i due edifici sacri appare maestoso il Teatro Francesco Stabile che, insieme al Palazzo del Governo, abbraccia Piazza Mario Pagano, la principale della città. In meno di mezzora si può raggiungere Brindisi di Montagna, dove a fare gli "onori di casa" è il Castello longobardo che domina la valle del Basento. Il suo caratteristico centro storico custodisce la Chiesa Madre a sua volta scrigno delle tele di Girolamo Bresciano. Poco distante dal borgo, il suggestivo Parco della Grancia si estende nell'omonima Foresta, in estate teatro del Cinespettacolo "La Storia bandita" che racconta segni e sogni del brigantaggio post-risorgimentale. Solo nove chilometri e ci si ritrova a Trivigno, comune della provincia di Trivigno - Chiesa Matrice di San Pietro ApostoloPotenza che sovrasta un tratto del corso del fiume Basento e dal grazioso borgo medievale. Numerosi santuari contraddistinguono questa località, come la Chiesa parrocchiale di San Pietro dal campanile quadrato. All'interno è caratterizzata da due navate disuguali e un altare barocco con decorazioni in ferro battuto e un organo ligneo dipinto. A ridosso delle Murge si distingue, poi, la Chiesa di San Rocco, mentre, in posizione panoramica si può ammirare la cappella di Sant'Antonio. Degna di nota è anche la Chiesa della Madonna del Carmine con il suo soffitto dipinto nel XVIII sec. da un autore ignoto. In contrada San Leo si può immaginare la maestosità del complesso monastico realizzato dai benedettini e di cui restano solo i ruderi dell'abside. Spingendosi in località Calvario, invece, un pizzico di fantasia può regalare la sensazione di udire i passi scaltri delle bande di Crocco e Ninco Nanco che si aggirarono da queste parti. A quasi venti chilometri sembra di compiere un salto in una favola, quando appare Campomaggiore Vecchio, dove il vecchio, appunto, e il nuovo coesistono, creando il punto di forza di questo gioiello lucano. Costruito nel 1741 dall'architetto Giovanni Patturelli, allievo del Vanvitelli, infatti, il paese fu distrutto da una frana nel 1885, quindi abbandonato dalla popolazione che si rifugiò dove sorge l'attuale centro abitato. Il binomio passato-presente si consolida nel percorso che si compie tra natura e storia attraverso il Ponte della Vecchia che, dall'abitato di Campomaggiore, accompagna fino a Campomaggiore Vecchio. Sulla Piazza dei Voti si affacciano, guardandosi l'un l'altra, il Castello Rendina e la Chiesa di Santa Maria del Carmine di cui spicca il campanile. A Campomaggiore si gioca con l'arte e la storia all'interno del Parco della Scultura che fa da "ponte" tra il Oliveto Lucano - Panoramichecentro antico e quello nuovo. Realizzate da artisti internazionali numerose opere d'arte costruiscono una sorta di itinerario turistico che coinvolge parte di Campomaggione Nuovo e tutto Campomaggiore Vecchio. A trenta minuti esatti si trova uno dei comuni del Parco Regionale di Gallipoli Cognato: Oliveto Lucano. Ispira una continua attesa il percorso che porta fin qui, alle falde del Monte Croccia, perché il paese non si scorge finché non lo si raggiunge. Poi la sorpresa: un insieme di scoscesi saliscendi da esplorare, fino alla sommità del paese dove si trova la Chiesa di Maria Santissima delle Grazie, in stile romanico a tre navate. Lungo le via delle Grotte non passano inosservati i portoni di Bacco costruiti da artigiani locali tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Da qui è possibile raggiungere, poi, i ruderi dell'area archeologica di Monte Croccia. Si tratta dei resti di un'antica città lucana (VI ed il IV sec). Ad Agosto il paese è in festa per il rito arboreo del Maggio celebrato dal 1735 in occasione del Patrono, San Cipriano. Un momento di storia, tradizione e cultura da non perdere. E che in un certo senso "prosegue" a poco più di dieci chilometri di distanza, esattamente ad Accettura, cuore del Parco di Gallipoli Cognato e paese del Maggio, rito arboreo per eccellenza celebrato in Basilicata. Il suggerimento è proprio quello di scegliere questo itinerario in concomitanza con l'evento che si svolge dall'Ottava di Pasqua al giorno del Corpus Domini. Numerosi Palazzi nobiliari, Amodio, Spagna e Nota, ed edifici religiosi si incontrano passeggiando per le strade di Accettura, come la Chiesa dell'Annunziata in stile barocco, con all'interno una statua lignea della Madonna con Figlio e una tela, coeva, dalle immagini rovesciate: l'Angelo a destra, la Madonna a sinistra. La Chiesa Madre di San Nicola, più volte ristrutturata, va menzionata per la campana fusa da Gaspare di Missanello, il crocifisso ligneo del XV secolo e una serie di statue lignee. Di pregio anche le diverse chiese rupestri presenti sul territorio. Circondano Accettura splendide aree naturali come il Bosco Montepiano dove viene scelto e abbattuto il cerro di grandi dimensioni che, durante il matrimonio dell'Albero, "sposerà" la cima di un agrifoglio, tagliata nella Foresta di Gallipoli-Cognato.
Share