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Itinerari tematici

Postato in pierro

tursi small“Cchi ci arrivè a la Ravatèna si nghiànete 'a pitrizza ca pàrete na schèa appuntillèta a na timpa sciullèta /Per arrivarci alla Rabatana si sale un pietrame che sembra una scala puntellata su una parete in crollo”. Sono i primi versi con cui Albino Pierro inizia a raccontare la sua Rabatana, il quartiere ai piedi del quale nasce in un bel palazzo signorile. Questa parte del paese, che prende il nome da rabhâdi, borgo in arabo, è la traccia più significativa del passaggio di molti popoli su questo fazzoletto di terra, crocevia di diverse culture. Percorrere a piedi le vie della Rabatana, alla ricerca delle antiche tradizioni arabe che ancora connotano i costumi locali, è un’esperienza da provare. Una sosta nella Chiesa di Santa Maria Maggiore regala la vista del prezioso trittico del ‘300 con la Vergine, le storie di San Giovanni Battista e la Maddalena ma soprattutto dello splendido Presepe in pietra di Altobello Persio del ‘500. Bella anche la cripta con affreschi del ‘500. Poco lontano dal paese si erge imponente la Cattedrale di Santa Maria d’Anglona, eretta sui resti di un montalbano smallantico abitato tra l’XI e il XII secolo. Dichiarata monumento nazionale nel 1931, è il più importante luogo di culto della Diocesi Tursi – Lagonegro, meta di pellegrini e di quanti desiderano ammirarne gli affreschi, le navate e il bel portale in stile romanico. Lasciando Tursi, prima di raggiungere la costa del metapontino da dove giunsero i saraceni bramosi di conquiste, ci spostiamo a Sant’Arcangelo. Ci si arriva dopo aver attraversato un tranquillo paesaggio collinare. Qui si individua facilmente il Complesso monumentale di Santa Maria d’Orsoleo, sorto nel XV secolo. Incantano gli affreschi di Giovanni e Girolamo Todisco, realizzati lungo il chiostro e sulla cupola tra il ‘500 e i primi anni del ‘600. Di notevole interesse anche il coro ligneo, la statua lignea della Madonna con Bambino del XII secolo e il Museo multimediale. Tutta la campagna compresa tra l’Agri e il Sinni è disseminata qua e là di interessanti masserie fortificate. Lungo l’area jonica ci attendono altre piacevoli sorprese. A cominciare da Moltalbano, con il suo centro storico, luogo natìo di Francesco Lomonaco, con Mario Pagano protagonista della Repubblica partenopea del 1799 e come lui ricordato  tra i Padri della Patria con un policoro smallbusto al Pincio. Policoro e Metaponto meritano una visita per i musei, il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto e il Museo Archeologico Nazionale della Siritide, e le stupende aree archeologiche (da visitare le Tavole Palatine) che raccontano la gloriosa storia  delle colonie magnogreche. Prima di immergersi tra le meraviglie della costa e le aree naturalistiche (a Policoro si trova l’Oasi del WWF), è consigliabile una passeggiata tra le bianche vie e i palazzi gentilizi di Bernalda, che ci accoglie con le possenti architetture del castello aragonese. E’ un luogo molto amato dal regista hollywwodiano Francis Ford Coppola perché suo paese d’origine.