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Itinerari Tematici - Gesualdo da Venosa

Postato in gesualdo da venosa

castello venosaVenosa, uno dei cinque "Borghi più belli d'Italia" e città che ha dato i natali al madrigalista Carlo Gesualdo da Venosa, è il punto di arrivo di questo affascinante tour che parte dal Capoluogo di regione, Potenza. Qui ha sede il Conservatorio di Musica dedicato al madrigalista rinascimentale. Un'esperienza di viaggio che impone allo sguaro del visitatore la scoperta di grandi e piccoli gioielli del territorio, da Vaglio di Basilicata, sede di due importanti aree archeologiche, fino al cuore del Vulture-Melfese, attraverso Barile, i Laghi di Monticchio e Melfi. 

A chi arriva dalla Basentana Potenza sembra quasi farsi incontro, guardando dall’alto il letto del fiume Basento. Il suo centro storico si può raggiungere percorrendo il Ponte Musmeci - massima espressione ingegneristica progettata a fine anni ’60 - e risalendo lungo viale Marconi. Il borgo antico della città si sviluppa tutto intorno a Via Pretoria, il corso principale, dove il tempo scorre Potenza - Panoramasenza accorgersene tra i negozi e i graziosi caffè dislocati nei diversi angoli, circondato da piazzette e scale. Ciascuna con una storia a sé, conducono il visitatore alle chiese di straordinaria bellezza che insistono nel borgo. Tra tutte: la Cattedrale di San Gerardo, nei pressi della quale, attraversando l’omonima Porta, uno dei sei accessi medievali alla città, spiccano due Torri Angioine con rifacimenti aragonesi. Puntando verso gli altri edifici sacri, si incrocia Palazzo Loffredo, sede del Museo Archeologico Nazionale della Basilicata Dinu Adamesteanu”, scrigno della storia archeologica lucana, e l’annessa Galleria Civica ospitata nella Cappella dei Celestini. Proseguendo lungo i caratteristici vicoletti, sulla strada parallela al corso, si lasciano ammirare le chiese di San Francesco e San Michele, custodi di pregevoli dipinti e opere d’arte. Nel tratto che separa i due edifici sacri appare maestoso il Teatro Francesco Stabile che, insieme al Palazzo del Governo, abbraccia Piazza Mario Pagano, la principale della città. Grazie ai tre percorsi di scale mobili, dal centro storico il visitatore può soddisfare la sua curiosità alla scoperta del capoluogo, raggiungendone anche i punti periferici.
Avendo fissato in Venosa la meta di questo itinerario ispirato da Carlo Gesualdo, il viaggio riprende alla volta di Vaglio di Basilicata che, tra tradizione e archeologia, cala il visitatore in una dimensione castello lagopesole  smallquasi misteriosa. Un tuffo nella Lucania antica, attraverso innovative tecnologie della modernità, è garantito dal Museo delle Antiche Genti Lucane che, con collegamenti tematici, integra i percorsi dei siti archeologici di Serra e Rossano di Vaglio, contraddistinto dall’abitato indigeno, il primo, e dal santuario lucano, dedicato alla dea Mefitis, il secondo. Tappa successiva: Lagopesole. Viaggiando di sera, man mano che ci si avvicina, una massiccia struttura a parallelepipedo illuminata svela la sua identità, è il Castello federiciano utilizzato dallo “Stupor Mundi come residenza di caccia, oggi location di numerose manifestazioni a lui dedicate. Vale la pena fare poi un salto a Filiano, magari nei primi giorni di settembre, per assaporare il Pecorino Dop che, fatto stagionare in grotte naturali, è protagonista di una gustosa sagra. È d’obbligo, quindi, una sosta a Rionero in Vulture, capitale della produzione di Aglianico e patria del meridionalista Giustino Fortunato, di cui resta il settecentesco e omonimo Palazzo, dove è ospitata la Mostra permanente sul Brigantaggio.
Il rosso e corposo nettare lucano si può sorseggiare anche a Barile, dove il vino invecchia nelle sheshe, cantine scavate nel tufo. Comune arbëreshë, vanta la più antica delle Sacre Rappresentazioni viventi della Settimana Santa messe in scena nel Vulture-Melfese. Dopo fitti boschi e strade strettissime, gli occhi quasi si riflettono nei Laghi di Monticchio, due specchi d’acqua, uno più grande, l’altro più piccolo, sorti proprio al posto del cratere del Vulture, vulcano spento. Immersa nel verde circostante è l’Abbazia benedettina di San Michele, custode di dipinti bizantini. Circa venti chilometri separano da Melfi, capitale del regno normanno e sede del Castello federiciano per eccellenza. Qui lo Stupor Mundi ha promulgato il Liber Augustalis, noto anche come Costituzioni di Melfi. Delle otto torri del Castello quella dellOrologio esercita un fascino particolare e custodisce il preziosissimo Sarcofago di Rapolla. Proveniente da botteghe dellAsia Minore è decorato con bassorilievi raffiguranti eroi e divinità. Da non perdere le chiese rupestri di Santa Margherita e Santa Lucia (XIII sec), scavate nel tufo e contenitori di pregevoli affreschi su vita e martirio delle sante. Nella chiesa di Santa Margherita, il Monito dei Morti sembra ritrarre proprio Federico II. Si impone allo sguardo, poi, la Porta Venosina di età sveva, così definitiva perché rappresentava il punto di partenza di unarteria che conduceva alla via Appia e quindi a Venosa. È l’unica conservata delle sei porte delle antiche mura della città.
In meno di mezzora ci si ritrova a Venosa, patria di Orazio e Carlo Gesualdo. Qui arte e sacralità risiedono in gioielli storici e archeologici come l’Abbazia della Santissima Trinità - in cui riposano le spoglie di Roberto il Guiscardo –, l’annessa Chiesa dell’Incompiuta, un affascinante esempio di architettura tra cielo e terra, e il circostante Parco Archeologico Romano. Lo spettacolo prosegue con la Cattedrale e in prossimità del Sito preistorico paleolitico di Notarchirico, il più antico d’Europa. Venosa vanta anche una testimonianza di notevole interesse legata al culto dei morti nell’antichità: le Catacombe Ebraico-Cristiane. Scavate nel tufo sono il segno della presenza di una consistente comunità ebraica vissuta tra il III e il IX secolo.

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