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Biografia

Postato in pierro

albino pierroTursi, con le sue vie assolate che si aprono sulle bianche colline ricamate dai calanchi, dove ogni angolo racconta dei numerosi popoli che l’attraversarono… E’ qui che nel 1916 viene alla luce Albino Pierro, terzogenito di una benestante famiglia di professionisti. La sua infanzia viene irrimediabilmente segnata da due dolorosi eventi: la morte della madre, pochi mesi dopo la nascita, che gli nega per sempre il più sincero degli affetti familiari, e una lunga malattia agli occhi che lo priva per molto tempo della spensieratezza propria di ogni fanciullo (“Quann ière zinne  agghie stète arrasète int'i cammre, e a scure ll'occhiecelli  mi pungicàine russi cumigghièti  d'ardigua./ Quando ero piccolo, sono stato appartato nelle camere e nel buio gli occhietti
mi pungevano rossi, ricoperti d'ortica”). Le lunghe giornate in camera, affidato alle cure delle zie dopo le nuove nozze del padre, sono per lui l’occasione per immergersi nelle letture dei classici russi, inglesi e francesi e per lo studio del mandolino . Dopo un periodo di cure che gli ridonano la serenità di una vita normale, il giovane Albino torna  ad assaporare i colori e i suoni delle vie del suo paese e quella lingua della gente semplice che suscita in lui tanta curiosità. Dopo gli studi a Taranto e i viaggi in giro per l’Italia raggiunge il fratello a Roma dove si laurea in Pedagogia e segue il percorso per insegnare Storia e Filosofia al liceo. Sposa Elvira Durante, che gli darà l’amata figlia Maria Rita, e intanto scrive prose e versi e collabora con riviste come  “Il Balilla” e “Rassegna nazionale”. Il passaggio all’antico dialetto tursitano avviene nel 1959, dopo un soggiorno in paese prematuramente interrotto. Nasce così “Prima di parte”. E’ da questo momento in poi che la sua poetica  acquista una nuova e più potente forza espressiva. Riceve numerosi riconoscimenti, è candidato al Nobel per la Letteratura che gli sfuggirà di poco per ben tre volte. I suoi lavori vengono tradotti in tutto il mondo e nel 1985 l’Università di Stoccolma lo invita a leggere le sue poesie davanti agli studenti. Altri due atenei in seguito gli rendono omaggio. Nel 1992 riceve la laura honoris causa dall’Università di Basilicata, l’anno dopo la Scuola normale Superiore di Pisa organizza un incontro e una lettura di poesie. Muore a Roma il 23 marzo del 1995.



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