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Biografia

Postato in alianello

CARLO ALIANELLO 2Si è guadagnato diversi epiteti con quel suo atteggiamento critico verso il Risorgimento. Carlo Alianello, infatti, è considerato un "revisionista" o, meglio ancora, il "capostipite" del revisionismo del Risorgimento.

Scrittore e sceneggiatore, nasce (20 marzo 1901) e muore (1 aprile 1981) a Roma. Le sue, però, sono origini lucane doc: il padre, Antonio, ufficiale dell'esercito, era originario di Potenza e discendeva da una famiglia fedele alla dinastia borbonica, mentre il nonno, Nicola Alianelli, nativo di Missanello, fu un ufficiale borbonico. Proprio il nonno, in un certo senso, è stata una delle fonti ispiratrici della rivisitazione della storia della Basilicata e, più in generale, del sud, che ha caratterizzato il pensiero di Alianello. La madre, Luisa Salvia, era di Tito.

Carlo trascorre infanzia e adolescenza tra La Maddalena, Firenze e Roma. Scrive per diverse testate giornalistiche, come "Il Mondo", il "Corriere della Sera" e "Il Messaggero", e viene molto apprezzato anche come poeta e pittore. In veste di sceneggiatore, collabora con registi come Luchino Visconti - per "Senso" (1954) - e Roberto Rossellini - per "Viva l'Italia!" (1961) -. Scrive anche diverse opere teatrali: "Teatro degli Indipendenti", "Giuditta", "Luna sulla Gran Guardia".

Il suo nome, però, è legato innanzitutto a opere letterarie, molte delle quali hanno ispirato sceneggiati televisivi trasmessi dalla Rai. Con "L'Alfiere" (1942) inaugura il trittico narrativo "revisionista" seguito da "Soldati del Re" (1952) e "L'eredità della Priora" (1963). Pubblicato durante il ventennio fascista e ambientato negli ultimi mesi del Regno delle Due Sicilie, ne "L'Alfiere" Alianello discute il mito risorgimentale, rivisitandolo, in maniera piuttosto dissacrante, come un momento drammatico.

Ambientato a Napoli, "Soldati del Re" (1952) - con cui ottiene il Premio Marzotto - segue la stessa linea dell'Alfiere e tratta soprattutto di temi militari. "L'eredità della Priora" (1963), finalista al Premio Campiello e ambientato in Basilicata, a Potenza, è "il" capolavoro di Alianello, un approfondimento degli aspetti politici della sconfitta borbonica e dell'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna. Pubblicato tra "L'Alfiere" e "L'eredità della Priora", "La conquista del Sud" (1972) tratta l'invasione delle Due Sicilie. Oltre al Risorgimento, un altro ambito molto caro al letterato è quello della religione.

Con "Il mago deluso" (1947), con cui guadagna il Premio Bagurra, l'autore mette in risalto il confronto tra fede e razionalismo, mentre "Maria e i fratelli" (1955) è una sorta di rivisitazione della storia di Gesù. L'opera "Nascita di Eva" (1966) è invece incentrata sulla figura biblica della compagna di Adamo.
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