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I Luoghi

Postato in alianello

Rionero in Vulture


rionero in v
Nel 1830 a Rionero in Vulture nasce il brigante Carmine Crocco, capo indiscusso delle bande della zona all'epoca parte del Regno delle Due Sicilie. Tra i personaggi più rappresentativi del periodo risorgimentale, Crocco è menzionato da Carlo Alianello nel romanzo "L'eredità della Priora" (1963).
Ma Rionero in Vulture è anche la patria del meridionalista Giustino Fortunato, di cui resta il settecentesco e omonimo Palazzo, sede di una Mostra Permanente sul Brigantaggio. Il paesaggio che circonda il comune lucano è caratterizzato da una ricca vegetazione di vigneti e folti boschi, utilizzati come rifugi dai briganti prima e dopo le loro scorribande. Oltre ai numerosi Palazzi Signorili: Ciasca, Catena, Giannattasio e Rotondo - quest'ultimo sede del Municipio - la città del Vulture vanta un patrimonio artistico fatto di diversi santuari. Di particolare interesse sono la Chiesa Madre, dedicata a San Marco Evangelista e in stile barocco, la Chiesa di Sant'Antonio Abate, di stampo gotico, e quelle del Santissimo Sacramento e dell'Annunziata.

Potenza


potenza panoramica
A Potenza "com'era una volta", come si legge nell'omonimo romanzo, è ambientato "L'eredità della Priora" (1963) di Carlo Alianello, una delle opere del "trittico" narrativo, che riconduce alla Basilicata e soprattutto alla provincia della Potenza post-unitaria. "L'eredità della Priora" ruota attorno al tema del brigantaggio, soffermandosi sul racconto dei diversi tentativi condotti per la riconquista del Regno da parte dei difensori della vecchia dinastia. Un vero e proprio atto di accusa nei confronti della guerra combattuta contro il brigantaggio, tema che - si legge in "Di una guerra forse di una guerra civile" di Maria Teresa Imbriani - conferisce un forte respiro emotivo al romanzo. Negli anni '80 il romanzo diventa sceneggiato della Rai, con la regia di Anton Giulio Majano. La colonna sonora, "Brigante se more", è firmata da Eugenio Bennato.

Brindisi di Montagna


brindisi castello
Nella Foresta della Grancia, a Brindisi di Montagna, durante le notti d'estate, un viaggio onirico fa calare gli spettatori del Cinespettacolo "La storia bandita", nel tempo delle insorgenze antinapoleoniche e del brigantaggio meridionale risorgimentale, tema ampiamente discusso da Carlo Alianello nelle sue opere. Ogni notte, Carmine Crocco, simbolo di questa indimenticabile pagina del passato, con la voce di Michele Placido, torna nel bosco in cui fu visto in compagnia del brigante Angelo Serravalle e altri compagni. Qui, nel primo Parco storico-rurale e ambientale d'Italia, grazie a più di 400 comparse, si rivive uno spaccato di storia e di cultura tra effetti speciali e naturali, danzatori e canti popolari senza precedenti.
Un'immagine insolita dei briganti è delineata da Carlo Alianello in una delle opere del cosiddetto "trittico" narrativo, "L'eredità della Priora", quando proprio in Crocco riconosce: «il motore e il banditore della rivoluzione contadina, piuttosto che della reazione borbonica».

Missanello


PALAZZO ALIANELLI MISSANELLO FONTE APT BASILICATA
In questo comune della provincia di Potenza, situato nella media valle del fiume Agri, nasce il nonno di Carlo Alianello, Nicola Alianelli, alla cui famiglia è appartenuto l'omonimo Palazzo che ancora giganteggia in paese. Secondo alcune interpretazioni la variazione della vocale finale che differenzia i due cognomi, da Alianelli in Alianello, potrebbe essere stata determinata dal tempo.
Oltre al Palazzo Bernardi e alla cosiddetta Torre dell'Orologio, le chiese dedicate alla Madonna delle Grazie, a San Rocco e a San Nicola Magno vescovo rappresentano un vero patrimonio per Missanello. L'ultima, in particolare, risalente al 1578, all'esterno presenta un portale dalla cornice frastagliata, all'interno, conserva una serie di opere: un polittico del XIV sec., raffigurante la Madonna, una statua lignea trecentesca del Santo e una tela che ritrae Sant'Antonio.

Tito


fontana tito
Tito ha dato i natali alla madre di Carlo Alianello, Luisa Salvia. La Biblioteca ospita il prezioso "Fondo Alianello" che custodisce l'archivio del letterato, dono dei suoi discendenti alla città materna. Oltre all'esposizione di manoscritti, opere in prosa e in poesia inedite, il Fondo custodisce quadri, autoritratti, foto, schizzi a matita e oggetti personali. Tito, come Melfi, è inoltre stata una delle location della serie Rai in sette puntate "L'eredità della Priora", tratta dall'omonimo romanzo di Alianello. In particolare nel comune lucano sono state girate le scene esterne. Tito, però, ha anche una storia a sé, legata alla distruzione dell'antica Satrianum che indusse la popolazione a fuggire verso i territori vicini tra cui, appunto, Tito. Simbolo della Satrianum medievale è la Torre di Satriano, di origine normanna, la cui area circostante è continuamente interessata da scavi archeologici. Da non perdere il Chiostro del Convento di Sant'Antonio, affrescato dal pittore lucano Giovanni De Gregorio detto "Il Pietrafesa".

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