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I Luoghi

Postato in pietrafesa


Satriano di Lucania

Passeggiando lungo il centro storico di Satriano di Lucania, paese natale del pittore seicentesco noto come Il Pietrafesa, ci si sente quasi “spiati” dai soggetti ritratti nei giganti murales che tappezzano le facciate degli edifici. Antichi mestieri, magiche credenze e fasi di vita dell'artista seicentesco sono i temi degli affreschi “di strada”, realizzati da diversi artisti, che fanno dell’antica Pietrafesa il “paese dei murales”. Tra tutti si distingue quello che raffigura proprio il pittore Giovanni De Gregorio mentre dipinge una tela. Passato e presente coesistono a Satriano nel nome dell'artista, protagonista de “Per le antiche vie del Pietrafesa”, la manifestazione che ogni anno mette in valore le opere murarie e promuove la riscoperta del pittore lucano con visite guidate lungo il percorso dei muralesi. L’itinerario si conclude nella Chiesa di San Giovanni, custode dell’unico affresco (1626) lasciato da De Gregorio a Satriano e raffigurante l’Eterno Padre, lo Spirito Santo, San Giovanni Battista e San Luca con due putti alati che reggono una corona. A testimoniare la paternità del pittore è la scritta: ”Pietrafisianus Pingebat 1626”.
Nella suggestiva cornice della Rocca Duca di Poggiardo, inoltre, 40 opere digitalizzate danno vita al Museo Virtuale dedicato all’artista, ricostruendone, in una chiave emozionale, vita e opere.

Potenza


potenza apt
Il capoluogo di regione si presta come luogo ideale per un mini tour alla scoperta delle opere del pittore lucano Giovani De Gregorio, detto Il Pietrafesa, dal momento che numerose chiese conservano quadri dell’artista seicentesco. Nel cuore del borgo, nella Chiesa di San Francesco, si può ammirare “La Pietà” (1608), la prima opera con lo pseudonimo “petrafesanus”, utilizzato dal pittore per firmare le sue opere. La tela raffigura la Madonna che stringe Gesù in uno straziante abbraccio. Percorrendo la centralissima Via Pretoria si raggiunge la chiesa di San Michele dove si distingue “L’Annunciazione” (1612) del Pietrafesa, firmata: “Joannes De Grego… F. Petrfusia Pingebat 1612”. Un olio su tela in cui, sotto lo sguardo del Padre Eterno, la Vergine sull’inginocchiatoio volge lo sguardo verso l’Angelo Gabriele che indica il cielo. Poco distante dal centro storico, all’interno del Museo Provinciale, si trova la “Madonna dei Mali” (1608). L’opera, a due registri, rappresenta la Madonna che regge il Gesù Bambino affiancata da angeli, mentre in basso due splendide figure di oranti mettono in ombra gli altri penitenti. Nella periferia della città, Sant’Antonio e San Francesco (1608) sono protagonisti degli unici due pannelli superstiti di un polittico eseguito per la chiesa della Madonna del Rosario nel Convento di Sant’Antonio La Macchia.

Sant'Angelo Le Fratte


sant le fratteIl grazioso borgo della provincia di Potenza riconduce all’artista originario di Satriano di Lucania, Il Pietrafesa, per il dipinto ad olio su tela “Madonna del Rosario con S. Domenico e S. Caterina” con i pannelli dei Misteri del Rosario (1630-1633), esaltati dalla cornice barocca appesa sull’altare destro della Chiesa Madre del Sacro Cuore e San Michele Arcangelo, denominata anche Santa Maria ad Nives. Il polittico attribuito al pittore seicentesco nativo di Satriano di Lucania, si compone di un pannello centrale circondato da quindici riquadri raffiguranti i Misteri. A rendere particolamente suggestivo il borgo di Sant’Angelo Le Fratte sono i “Murales” che adornano le facciate dei Palazzi e dei muri che salgono lungo la via delle cantine ricavate da grotte e circondate da rocce maestose. Queste suggestive cave danno il nome alla manifestazione “Le Cantine Aperte” che ad agosto vivacizza le serate del paese lucano.  

Sasso di Castalda


SassoDicastalda - fonte apt basilicata w
L’imponente masso roccioso che lo sovrasta sembra essere stato posizionato lì in sua protezione, oltre ad averne ispirato il nome: “Sasso”, completato poi da una parte della originaria denominazione “Petra Castalda” (pietra fortificata). Sasso di Castalda è un grazioso borgo della provincia di Potenza caratterizzato da stradine strette e ripidi pendii tanto suggestivi da incuriosire chi li percorre a scoprirne altri. Proprio camminando alla ricerca di angoli incantevoli e scorci di rara bellezza si raggiunge la Chiesa dell’Immacolata impreziosita, all’esterno, dal suo particolare portale barocco e, all’interno, dai dipinti “Madonna del Latte e anime purganti” attribuiti al pittore seicentesco nato a Satriano di Lucania e noto come “Il Pietrafesa”. Sempre nella Chiesa dedicata all’Immacolata non passa inosservato il busto di San Emidio.
Una volta in questo piccolo centro lucano non si può tralasciare la chiesa di Sant’Antonio con una scultura datata agli inizio del ‘500 che riproduce Sant’Antonio tra Santa Caterina e Santa Filomena.  

Pietrapertosa


Pietrapertosa - fonte apt basilicata w
L’estro artistico di Giovanni De Gregorio è passato anche da Pietrapertosa, grazioso borgo incastonato tra le rocce e incluso all'interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane. Qui Il Pietrafesa ha lasciato traccia nel Convento di San Francesco, che al suo interno conserva il dipinto "Apparizione del Bambino a Sant’Antonio da Padova", realizzato nel 1631. L'opera rimanda a quella eseguita dal pittore, almeno vent’anni prima, per la Chiesa parrocchiale di Missanello.
A Pietrapertosa volare non rimane un sogno. Appesi ad un cavo d’acciaio, in tutta sicurezza, con “Il Volo dell’Angelo” in un “batter d’ali” si arriva a Castelmezzano, e viceversa, sorvolando i tetti dei due paesi, entrambi inclusi nel club dei "Borghi più Belli d'Italia" insieme ad Acerenza, Castelmezzano, Guardia Perticara e Venosa.
Il passato più remoto di Pietrapertosa lo racconta il suo più antico rione, l'"Arabata", in cui la presenza normanna è ancora molto evidente, come si evince anche dal resto dell'architettura e dal dialetto che contraddistinguono il comune lucano.

Anzi


anzi w
A lungo abitato dal popolo degli Enotri il piccolo borgo di Anzi, in provincia di Potenza, è ricco di tesori sacri da scoprire. Nella Chiesa di Sant’Antonio, sull’altare maggiore, spicca il dipinto “Trinità e Incoronazione della Vergine” (1615-1620) attribuito al Pietrafesa, come la tela “Madonna con il Bambino e i SS. Giovanni Battista e Carlo Borromeo” custodita nella Chiesa di Santa Lucia. Il tema mariano ricorre anche nel ciclo di affreschi firmati da Giovanni Todisco, pittore originario di Abriola, i quali decorano le pareti della Chiesa di Santa Maria. Ad Anzi il sacro raggiunge il suo culmine con il presepe poliscenico del maestro contemporaneo Antonio Vitulli. Quarta in Europa per grandezza, l’opera è visitabile nella casa canonica e ripercorre le tappe salienti della vita di Maria e Gesù: dall’Annunciazione fino all’infanzia. Rigorosamente realizzato a mano il presepe ripropone anche scorci e particolari dei luoghi più suggestivi della Basilicata, dai Sassi di Matera alle Piccole Dolomiti Lucane.  

Abriola



Considerato il paese dell’amore, perchè da secoli il 14 febbraio qui si venera San Valentino, Protettore degli Innamorati, Abriola è custode dell'importante tela “Donazione della pianeta a S. Idelfonso da Toledo” (1620), dipinta a olio da Giovanni De Gregorio, detto Il Pietrafesa, e conservata all'interno dellla Chiesa Madre di Santa Maggiore. Sul portale bronzeo sono rappresentate scene della vita e i miracoli di san Valentino Martire. In questo borgo, però, l'arte è di casa, dal momento che Abriola ha dato i natali a due importanti nomi della pittura lucana, Giovanni e Girolamo Todisco. La loro arte rivive in modo particolare proprio nel giorno del 14 Febbraio, quando, ogni anno, si organizzano eventi culturali in onore di San Valentino, molti dei quali confluiscono all'interno del Museo Virtuale dedicato alle opere dei Todisco.
Il comune di Abriola è immerso in un paesaggio a forte connotazione naturalistica che si estende dalla cima del Monte Pierfaone a quelle delle Dolomiti Lucane, fino alle sommità del Massiccio del Volturino. Così il panorama che si impone alla vista del visitatore si rivela incantevole in qualunque stagione dell’anno, innevato e romantico d’inverno, luogo ideale per gli amanti dello sci, variopinto e spettacolare in primavera, perfetto per concedersi piacevoli passeggiate a piedi, a cavallo e in bici.

Missanello


missanello web
Il legame tra Missanello e il pittore lucano Giovanni De Gregorio, detto Il Pietrafesa, si deve all’opera firmata dall'artista originario di Satriano di Lucania intitolata “Apparizione del Bambino a S. Antonio da Padova” (1613) e conservata nella Chiesa Matrice di San Nicola Magno che, insieme a quella di San Rocco e al convento di Santa Maria delle Grazie, costituisce il cuore sacro del borgo. Osservando la tela è immediato l’impatto con un intimo ambiente domestico in cui si distingue la figura di Sant’Antonio nell’atto di adorare il Bambino. Lo schema del dipinto conservato nel piccolo comune che sorge nella media valle dell’Agri verrà riproposto dal Pietrafesa vent’anni più tardi, nell’omonima tela realizzata dal pittore lucano per la Chiesa annessa al Convento di Sant’Antonio a Tito.
A conferire un carattere di fascino e mistero al paesaggio in cui è immerso Missanello è il Castello medievale, che domina il paese dal suo punto più alto, mentre i ruderi della Chiesa di San Senatro testimoniano la significativa presenza dei monaci basiliani in questo punto della regione.

Pignola


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Una leggenda vuole che nel pilastro sinistro dell’altare maggiore della Chiesa Madre, a Pignola, sia sepolto Giovanni De Gregorio, il pittore seicentesco che, nato a Satriano di Lucania, effettivamente è morto proprio nel “Paese dei cento portali”. Questa denominazione deriva dalla cospicua quantità di portali che si incontrano percorrendo le stradine in pietra di questo “tesoro” lucano. Pignola è caratterizzata anche da singolari sculture in pietra - per lo più volti umani e figure zoomorfe - che decorano i suoi Palazzi gentilizi. Raggiungibili attraverso i vicoletti del borgo, tante e significative sono poi le chiese che custodiscono interessanti opere d’arte. Una visita la merita la cosiddetta "Porta del Giubileo", l’opera scultorea, incastonata nel settecentesco portale in pietra della Chiesa di Sant’Antonio Abate, realizzata da Antonio Masini, uno dei più noti artisti lucani contemporanei.
Ad un passo dal paese, la Riserva regionale Oasi Wwf Lago Pantano di Pignola assicura un tuffo nella natura più incontaminata, offrendo al visitatore un incantevole scenario e diverse opportunità di svago: da piacevoli passeggiate a piedi, in bicicletta o a cavallo al birdwatching e alla pratica del karting.

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