• levi ok home1
    Carlo Levi
  • gesualdo-da-venosa
    Gesualdo da Venosa
  • morra home ok1
    Isabella Morra
  • orazio home ok1
    Quinto Orazio Flacco
  • papaleo ok home1
    Rocco Papaleo
  • gesualdo ok home1
    Giovanni de Gregorio detto “Il Pietrafesa”
  • donald ok home1
    William Donato Phillips
  • scotellaro home1
    Rocco Scotellaro
  • alianelllo
    Carlo Alianello
  • coppola
    Francis Ford Coppola
  • michele tedesco ico
    Michele Tedesco
  • janora ico
    Michele Janora
  • ridola
    Domenico Ridola
  • De Luca
    Don Giuseppe De Luca
  • Albino Pierro
    Albino Pierro
  • Giustino Fortunato
    Giustino Fortunato
  • F.S.Nitti
    F.S. Nitti
  • sinisgalli
    Leonardo Sinisgalli
Stampa

I luoghi

Postato in sinisgalli

Montemurro


montemurro
“E mi domando, spesso, come è possibile ch’io riesca a vedere così nitidamente ogni sasso dei rioni dove non ho messo più piede da almeno trent’anni”. I luoghi dell’infanzia restano impressi per tutta la vita nei ricordi del “poeta ingegnere”. Quella casa sul fosso di Libritti dove viene alla luce, il rione Gannano, la chiesa del Carmine, le vie del paese, la piazza, le contrade e quelle dolci distese di ulivi, vigneti e castagni sempre vive nelle sue memorie di fanciullo. L’affetto per la sua terra, mescolato alle suggestioni che essa emana, si ritrova in molti suoi scritti che vanno interpretati non tanto in termini di documento realistico ma come testimonianza di un rapporto inscindibile tra l’uomo e le proprie radici. Nel caso di Sinisgalli la cosa appare singolare. Decanta i luoghi dell’antica civiltà contadina che abitano i suoi ricordi pur vivendo quotidianamente a contatto con la civiltà dell’industria e delle macchine. Anche quando ne è lontano, quel mondo che va ormai scomparendo è una sorta di tranquillo rifugio  (“Lo spirito del silenzio sta nei luoghi della mia dolorosa provincia”, da I nuovi Campi Elisi) fatto di gente operosa che segue i ritmi della natura e di una terra ancora feconda (“Si sapeva che l’agri s’allargava a Sant’Arcangelo per far nascere frutta a cofani, per innaffiare a Grumentum peperoni e fagioli…”, da Odor moro; “Da Sant’Arcangelo arrivavano per la strada del Carmine i muli carichi di frutta, e da Grumentum gli asini coi cofani di pomodori e il sacco dei peperoni messo di traverso sul basto…”, da Belliboschi). E in quella terra, luogo del cuore, sceglie di tornare a riposare per sempre dopo una vita di successi trascorsa lontano (“Qui dovevo vivere, verrò a morire tra i ruscelli le vigne e le pietre”, da Verrò a morire).

Montemurro


viggiano 2
E’ la città dell’arpa. Una tradizione profondamente radicata nella comunità viggianese fin dal Settecento, o forse prima. Basta osservare le chiavi di volta sui portali del centro storico per vedere scolpite quelle arpe, simbolo di antichi  saperi tramandati di padre in figlio. Ma Viggiano è anche una delle più importanti mete di pellegrinaggio di tutto il Meridione. Qui ogni anno si rinnova la profonda devozione per la Vergine del Sacro Monte di Viggiano.  Altri antichi luoghi di culto sono la Chiesa Madre e il Convento di Sant’Antonio, entrambi eretti nel Quattrocento. Interessanti luoghi da visitare sono Il Museo delle Tradizioni Locali nel Convento di S.Maria del Gesù, dove sono conservati molti oggetti d’uso quotidiano propri della tradizione popolare, e il Museo del Lupo, con esemplari di lupo imbalsamati e libri e video sul tema.
Share