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I Luoghi

Postato in Tedesco

Moliterno


Moliterno  Castello  Medievale big
Intorno a questo borgo antico si distende una verde vallata tagliata da quello che una volta era l’immenso fiume Agri. Il centro abitato pare quasi avvitarsi intorno al castello feudale. Raggiungerlo a piedi per ammirarlo è una scoperta, un viaggio indietro nel tempo. Giunti in cima, il panorama mozzafiato che si presenta allo sguardo lascia senza parole. Nella tranquillità e nel silenzio di questi luoghi non si avverte il bisogno di null’altro. Forse fu la furia dei saraceni a incoraggiare le popolazioni in fuga da Grumentum a trovare riparo qui. Nel tempo questa fu terra di conquista di molti popoli: prima i longobardi, poi i  normanni, gli svevi, gli angioini e infine gli aragonesi. Le tenaci genti di Moliterno seppero fare tesoro di ogni evento, di ogni ferita, custodendone la memoria e temprando il proprio carattere. Eressero per devozione diverse chiese, di cui oggi ammiriamo la bellezza delle architetture e la ricchezza delle opere d’arte che vi sono custodite. La Chiesa Madre, o Chiesa dell’Assunta, la Chiesa di Santa Croce dai begli altari barocchi, la piccola chiesetta del Rosario, quella di San Francesco e l’ex chiesa di San Pietro, oggi sede dell’interessante Museo Civico d’Arte Sacra. E’ un luogo di memoria, un omaggio alle proprie origini e a quelle di un intero popolo la  Casa Museo Domenico Aiello. I suoi ambienti curati ed accoglienti conservano opere di artisti lucani dell’ ‘800 e del ‘900, libri d’epoca, una ricca videoteca e i preziosi taccuini di Michele Tedesco. Il piano inferiore sorprende con una fedele ricostruzione di un’antica casa contadina lucana. Ad ogni passo il centro storico del paese, tra scalinate e viuzze lastricate di pietra,  riserva piacevoli sorprese come i tanti portali scolpiti con stemmi e fregi e la casa natale di Michele Tedesco. Oggi una lapide eretta nel 1934 sulla facciata dell’edificio ricorda l’artista “qui presente in spirito esempio perenne delle ascese ideali e dell’antica virtù di nostra gente”.

Spinoso


spinoso
Un viaggio in Val d’Agri non può escludere una sosta in questo delizioso paesino che si erge su una verde altura e si specchia nell’azzurro della diga del Pertusillo. Antichissimo borgo rurale sorto con tutta probabilità tra il IX e il X secolo, conserva intatto il suo fascino. Gli eleganti edifici dai raffinati portali in pietra sono piccoli gioielli incastonati tra le vie del centro storico. Tutto qui parla di amore per le proprie radici e  per la propria terra. Troviamo tracce di Michele Tedesco nella casa dell’Abate Racioppi, suo zio materno. Qui trascorre alcuni anni della sua infanzia.  Una passeggiata  tra i palazzi storici (Caputo, Ranone, Delfino) conduce a Palazzo Romano, nel cuore del paese, che ospitava la scuola dove si formarono molti protagonisti del Risorgimento, da Michele Tedesco a Giacomo Racioppi, da Giacinto Albini a Raffaele Bonari. A Spinoso, nella Cappella della Maddalena, si trova anche il monumento funebre dell’Abate Racioppi che i nipoti Michele e Giacomo gli eressero in segno di gratitudine. La Cappella di S. Rocco del popolo custodisce invece quella che probabilmente è l’unica opera a tema religioso di Tedesco, La Sacra famiglia con S. Rocco orante, realizzata nel 1908.

Grumento Nova


Grumento nova
Un tempo chiamata Saponara, fu feudo normanno, poi territorio assegnato a diverse importanti famiglie tra cui i Fasanella e i Sanseverino. Sorse su un colle dove la popolazione trovò rifugio per sfuggire ai saraceni. I resti dell’antico abitato di epoca romana meritano una visita insieme al Museo archeologico nazionale dell'Alta Val d'Agri.