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Biografia

Postato in Tedesco

michele tedesco“Dal bel volto… per quegli occhi che mandavano fiamma di pensiero, sembrava che non solo l’amore, ma pure l’ammonimento schietto volesse manifestarsi, imporsi, solcare a fondo nella nostra anima”. Questo è il  ritratto che nel 1912 l’allievo Alfonso Frangipane traccia di Michele Tedesco, suo maestro all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dotato di fascino non comune, Tedesco è protagonista di una vita intensa sullo sfondo delle importanti vicende storiche e culturali che attraversano l’Europa tra la fine dell’ ‘800 e l’inizio del ‘900.  Nasce a Moliterno il 24 agosto del 1834. Dopo l’abbandono della famiglia da parte del padre è affidato ancora fanciullo alle cure dello zio materno, l’Abate Antonio Racioppi.  La sua formazione verrà inevitabilmente influenzata dal grande spessore culturale del suo tutore, pedagogista di idee liberali che coltiva rapporti con intellettuali e cospiratori politici napoletani.  L’Abate lo porta con sé prima a Spinoso e poi a Napoli insieme all’altro nipote, Giacomo Racioppi. I due cugini partecipano ai moti del ’48. Michele viene arrestato e scarcerato per mancanza di prove,  Giacomo è arrestato e poi costretto fino al  1860 al domicilio forzato a Moliterno. Intanto Michele con il sostegno della Provincia di Basilicata si dedica agli studi artistici, frequentando il Regio Istituto di Belle Arti di Napoli e intrattenendo rapporti con i pittori del circolo di Vicolo San Mattia. A quel tempo Napoli è la culla di numerose istanze di rinnovamento culturale che influenzano profondamente la vita e l’attività artistica di Tedesco. Il 1860 segna un’altra importante tappa della sua vita. Arruolatosi nella Guardia Nazionale giunge a Firenze. Qui conosce gli artisti del Caffè Michelangelo come Diego Martelli e Telemaco Signorini e qui incontra la pittrice tedesca Jiulia Hoffmann, che sposa nel 1873. E’ l’inizio di un lungo sodalizio umano ed artistico. La Hoffman sarà molto più della compagna di una vita, sempre al suo fianco nella costante ricerca di stimoli culturali e durante i numerosi viaggi. Sul piano artistico Tedesco vive un periodo di importanti riconoscimenti in Italia e all’estero. Partecipa all’Esposizione Universale di Parigi del ’78 e all’Esposizione Italiana di Londra nell’88 come artista e come Presidente della commissione selezionatrice delle opere. Proprio un suo monumentale dipinto, I Sibariti, è scelto dal Governo italiano per essere donata in segno di gratitudine alla città di Londra. A partire dal 1894 è professore di disegno dalla statua all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dopo una vita lunga e ricca di soddisfazioni sul piano umano ed artistico, si spegne a Napoli il 3 febbraio del 1917.
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