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    Leonardo Sinisgalli
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Biografia

Postato in sinisgalli

sinisgalliLeonardo Sinisgalli nasce nel 1908 a Montemurro, tranquillo paesino della Val d’Agri non lontano dalla diga del Pertusillo. Compie i suoi studi a Benevento per concluderli a Roma con la laurea in Ingegneria. Trasferitosi a Milano, come ingegnere e pubblicitario fa il suo ingresso nella grande realtà industriale italiana collaborando con la Società del Linoleum, Olivetti, Finmeccanica, Alitalia ed ENI, di cui diventa direttore generale. Dirige alcuni house organ delle aziende con cui collabora, come quello della Pirelli. Nelle sue mani quelle pubblicazioni diventano qualcosa di più, vere e proprie riviste, terreno di confronto su diversi ambiti disciplinari, dalla letteratura alla scienza. La sua creatività legata alle campagne pubblicitarie per quelle aziende sono ormai storia. Declina l’invito di Enrico Fermi a collaborare con l’Istituto di Fisica di via Panisperna scegliendo per sé un altro destino, legato alle Muse, alla poesia.  E’ conosciuto ed apprezzato da molti importanti scrittori italiani come Ungaretti,  Palazzeschi e Quasimodo. Nel ’36, incoraggiato dai suoi amici scrittori ed intellettuali pubblica 18 poesie che susciteranno l’apprezzamento del De Robertis che gli dedicherà un saggio sul primo numero di “Letteratura”. Nel 1939  pubblica Campi Elisi. Poi sarà la volta di Vidi le Muse, 1943; La vigna vecchia, 1952; L'età della luna, 1962; Il passero e il lebbroso, 1970; Mosche in bottiglia, 1975; Dimenticatoio, 1978. Tra le prose ricordiamo Fiori pari fiori dispari (1945) e Belliboschi (1949). L’amore per la poesia e l’arte, al momento opportuno, non gli impedisce di impegnarsi attivamente sul piano politico. Dopo aver aderito alla Resistenza romana viene arrestato dalle SS nel ‘43 e liberato poi dagli Alleati. Il dopoguerra è un periodo di grande fermento creativo. In piena ricostruzione cura pubblicazioni e campagne pubblicitarie per Finmeccanica (nel 1953 fonda la rivista “Civiltà delle Macchine”, pubblicazione culturale di Finmeccanica) prima di passare all’Agip. Questi anni lo vedranno costantemente in viaggio ma sempre attivo sul piano della scrittura e del disegno. Dirige anche una rivista di design, La botte e il violino e l’house organ dell’Alfa Romeo dedicato agli alfisti, “Il quadrifoglio”. Muore a Roma nel 1981 e viene sepolto, secondo i suoi desideri, nella cappella di famiglia nella sua amata Montemurro. Il “poeta ingegnere” lo chiamano. O “il poeta delle due muse”. Perché per tutta la vita quelle due culture, quelle due anime, scientifica e umanistica, coabiteranno in lui in totale, sorprendente armonia.
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